MATTIA

BOSCO

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Gli studi classici di Mattia Bosco e la formazione filosofica lo conducono verso la scultura. Nel suo lavoro, l’artista instaura un continuo dialogo con la materia, un atto di collaborazione in cui quest’ultima rivela sé stessa. La forma è custodita all’interno della pietra e lo scultore interviene nelle sue parti meno significative in un atto non di rimozione, ma di liberazione che permette alle linee di affiorare naturalmente.

La foglia d’oro, d’argento o le cromie sono le risposte parsimoniose di Bosco alla natura cromatica della pietra.

 

“Mentre, se vogliamo, l’argilla è muta, la pietra risponde”
(Mattia Bosco)

 

Nella serie “Sezione Aurea”, il suo ragionamento si riferisce al pensiero di Emmanuel Anati secondo cui “la prima tela dell’uomo fu la pietra”. La roccia cavata dalla montagna scopre attraverso il gesto dello scultore le sue potenziali geometrie. Le stratificazioni si cristallizzano in un tempo universale, quello dell’arte.