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GALLERIA D'ARTE CONTEMPORANEA

MIRKO BARICCHI

BABEL

Atipografia presenta la mostra Babel, personale di Mirko Baricchi (La Spezia, 1970), che costruisce un itinerario visivo attraverso la ricerca artistica del pittore spezzino degli ultimi dieci anni.

L’esposizione è aperta al pubblico da sabato 24 febbraio a sabato 18 maggio 2024 negli spazi della galleria ad Arzignano con orario 9.30-13.00 e 15.00-19.30. L'artista sarà presente a partire dalle 17.30.

L'ingresso è gratuito, non è necessaria la prenotazione.

Il progetto espositivo coinvolge oltre venti opere su tela e carta, molte delle quali inedite e realizzate specificatamente per l’occasione. Oscillando tra pittura, grafica e illustrazione, Babel traccia un arco narrativo nello spazio pensato per restituire le diverse fasi creative che hanno caratterizzato la produzione di Mirko Baricchi, articolate in veri e propri cicli.

Il titolo stesso della mostra, che trae ispirazione dall’idea della Torre di Babele, rievoca l’immagine di una stratificazione di linguaggi differenti nella medesima struttura che, unendosi, creano una nuova forma. L’esposizione accompagna il visitatore attraverso il processo mentale dell’artista, mostrando come i diversi cicli della sua produzione sfumino l’uno nell’altro senza mai esaurirsi del tutto, ma fornendo le fondamenta per la costruzione della fase successiva. Scegliendo di non articolare le proprie opere attorno a un soggetto unico e definitivo, Mirko Baricchi esplora e scompone la figura, puntando i riflettori sul vero protagonista della sua riflessione: la pittura stessa.

In Babel la gestualità rapida dell’artista si sposa con cancellature e interventi improvvisi, realizzando un profondo equilibrio tra stesura e asportazione del colore e restituendo un’immagine che oscilla tra paesaggio reale e spazio mentale.

Stefano Bucci presenta

L'architettura ha tante anime

in dialogo con Marcello Galiotto

giovedì 29 febbraio 2024 ore 19.00

 

Giovedì 29 febbraio 2024 alle ore 19.00 Stefano Bucci, in dialogo con l’arch. Marcello Galiotto, presenterà presso Atipografia il suo ultimo libro L’architettura ha tante anime edito da Allemandi Editore.

 

Sarà possibile acquistare il libro in galleria.

L’evento è gratuito. Si richiede di comunicare la propria partecipazione scrivendo a info@atipografia.it

 

 

Una piccola storia dell’architettura contemporanea raccontata dagli architetti, attraverso trentaquattro interviste realizzate da Stefano Bucci per il «Corriere della Sera». Si inizia con Guido Canali incontrato nel suo studio di Parma nel maggio del 2004 e si chiude, nel maggio 2023, con Lesley Lokko curatrice della Biennale d’architettura di Venezia 2023. Vent’anni (o quasi) di conversazioni ambientate negli studi degli stessi progettisti: Gehry a Los Angeles, Niemeyer a Rio de Janeiro, Piano a Genova. Un lungo itinerario di incontri avvenuti in occasioni importanti, come nel caso di Zaha Hadid, intervistata a Milano nel 2004 subito dopo aver ricevuto la notizia dell’assegnazione del Pritzker Prize, il Nobel dell’architettura, attribuito per la prima volta a una donna. Le conversazioni tracciano un profilo tecnico e professionale di ogni architetto, raccogliendone insieme la storia, le passioni, le malinconie, i successi, in un libro che rintraccia il grande sogno, individuale e corale, dell’architettura.

 

STEFANO BUCCI Ha iniziato a occuparsi di giornalismo quasi per caso, scrivendo per «Casa Vogue» e per le pagine fiorentine della «Repubblica». Si è formato alla Scuola di specializzazione in giornalismo e comunicazioni di massa alla Luiss di Roma, con il massimo dei voti nel 1994. Chiamato al «Sole 24 Ore», è stato assunto come redattore al «Domenicale», responsabile, fino al 2000, della rubrica Cari librai (la raccolta delle sue recensioni è stata pubblicata nel 2000 da Il Sole 24 Ore Pirola). Nel febbraio 2001 passa alle pagine culturali nazionali de «Il Corriere della Sera» dove, dal 2011 è responsabile per il supplemento «La Lettura» della sezione arte/architettura e del Cartellone delle mostre. La sua idea è quella di un giornalismo che sappia raccontare l’arte e l’architettura attraverso la cronaca e le sue voci, privilegiando lo strumento dell’Intervista: agli architetti, agli artisti, ai curatori, ai collezionisti. Nel 2015 ha pubblicato per Marsilio I veri amori sono diversi.

MARCELLO GALIOTTO Ha fondato AMAA Collaborative Architecture Office For Research And Development insieme ad Alessandra Rampazzo nel 2012 a Venezia. Dal 2015 stabilisce anche AMAA Workshop ad Arzignano (VI). L’attività̀ professionale è accompagnata da un costante lavoro di ricerca che coinvolge il mondo accademico. Lo studio ottiene numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale, tra i quali il primo premio Young Italian Architects 2020 con il progetto ‘Final Outcome’, poi pubblicato in Casabella n.911/912. Nel 2022 il restauro della galleria d’arte contemporanea Atipografia, ‘Threshold and Treasure’, è pubblicato in AREA 185 e Domus 1074 e selezionato quale progetto finalista per il Premio Italiano di Architettura MAXXI/Triennale 2023. Il progetto per il Teatro Verdi di Terni è stato esposto in “10 architetture italiane” a cura di Ghidoni, Molteni e Pizzigoni presso la stessa Triennale di Milano. AMAA è invitato alla Biennale Architettura 2023 curata da Lesley Lokko.

ARCANGELO SASSOLINO

IL VUOTO SENZA MISURA

Da sabato 21 maggio fino a domenica 24 luglio gli spazi di Atipografia ospitano la mostra personale di Arcangelo Sassolino Il vuoto senza misura.

 

Il progetto di Arcangelo Sassolino è uno straordinario spettacolo visivo, sensoriale e filosofico, capace di coinvolgere il visitatore che finisce per sentirsi protagonista oltre che spettatore. Come scrive Ilaria Bernardi nel catalogo: «Le sue opere non sono separate dal mondo, non costituiscono mondi altri, non sono immagini né finzioni, ma veri e propri processi di realtà. L’artista, per Sassolino, è soltanto un “maestro di scena”».


L'accensione dell'opera "Il vuoto senza misura" è prevista dal martedì al venerdì, una volta al giorno, alle ore 18.30 per la durata di circa 2 minuti.

Il sabato alle ore 12.00 e alle ore 18.30.

In caso di maltempo l'opera non verrà azionata.

L'ingresso alla mostra è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

MIRKO BARICCHI, MATS BERGQUIST, MATTIA BOSCO, GREGORIO BOTTA

UNPLUGGED

Da sabato 17 settembre a domenica 30 ottobre gli spazi di Atipografia ospitano la mostra collettiva UNPLUGGED che vede esposte le opere degli artisti Mirko Baricchi, Mats Bergquist, Mattia Bosco e Gregorio Botta.

UNPLUGGED è l’esito di un incontro durato tre giorni tra gli artisti coinvolti nel progetto e rappresentati dalla galleria, durante il quale hanno condiviso spunti e idee sul rapporto tra il loro lavoro e la contemporaneità. 

I lavori nati dalle riflessioni comuni e dal dialogo sono pensati e realizzati per essere vissuti senza filtri e senza mediazioni. UNPLUGGED è una mostra disegnata senza la presenza di un curatore per promuovere la relazione concreta tra artista e artista, tra opera e spazio, e favorire un esito finale in cui il rapporto diretto fra le opere e i visitatori mira ad abbattere ogni possibile barriera tanto sul piano fisico quanto su quello concettuale. Le opere d’arte non sono intese come oggetti ma come presenze in grado di pervadere chi la abita.

Sabato 17 settembre alle ore 18.00 la Direttrice di Atipografia Elena Dal Molin e gli artisti presenteranno la mostra al pubblico.

L'ingresso alla mostra è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

DENIS RIVA

LIMBO INCERTO

Da sabato 26/11 a sabato 24/12/2022 gli spazi di Atipografia ospitano la mostra personale di Denis Riva dal titolo Limbo Incerto.

L’artista mette in scena ad Atipografia frammenti dell’animo umano, formule di pathos che l’uomo ha sempre sperimentato nel corso della storia e con le quali si è sempre dovuto rapportare – paura, solitudine, abitudine – che vengono impersonati dalla figura umana stessa.

Denis Riva tratta lo spazio della galleria come fosse una grande tela e propone nella sala principale un’imponente installazione inedita formata da un gruppo di sagome dipinte su legno che si relazionano l’una all’altra. Sono figure fluide, indefinite, che sembrano essersi staccate da un disegno su carta per acquisire tridimensionalità. È questa l’opera che dà il titolo alla mostra: un fregio di circa venti metri che accompagna il visitatore in un racconto dal ritmo serrato.

Sabato 26 novembre 2022 alle ore 18.30 sarà presentata la mostra con la presenza dell’artista

 

L'ingresso alla mostra è gratuito e non è necessaria la prenotazione

STEFANO MARIO ZATTI

LA FORMA DELLE PAROLE

A cura di Robert Phillips e Matilde Nuzzo

Da sabato 21/01 a domenica 26/02/2023 gli spazi di Atipografia ospitano la mostra personale di Stefano Mario Zatti dal titolo La forma delle parole.

La mostra è nata dal confronto tra le varie sensibilità delle persone che accompagnano l’artista nel suo percorso. Nel lavoro di Zatti, in cui spesso la parola scritta  è motivo sigla del suo rappresentare, esiste un narrato sul fondo di ogni opera, una sorta di bolla latente, che esprime con la scrittura ogni aspetto delle sue opere. Questa forma di enciclopedia personale, è uno strumento di rappresentazione del verosimile, una sorta di illusione consapevole legata alle suggestioni quotidiane dei concetti alla base dell’elaborazione estetica dell’artista. Le sue parole sono ombre che occupano piccoli ritagli all’interno di uno spazio assoluto collocati in contesti volutamente silenti e, a tratti, inquieti e oscuri.

In occasione della mostra sarà presentato un catalogo scritto pensato e redatto in forma di colloquio a più voci tra l’artista, Elena Dal Molin e i curatori dell’esposizione. Lo scritto racconta in forma poetica ma anche critica, le complesse interazioni, e mostra frammenti di memorie che riaffiorano, luoghi dimenticati, ricordi lontani che sono restituiti al lettore come metafore di un percorso difficilmente raccontabile con altri mezzi.

Sabato 21 gennaio 2023 alle ore 18.30 l'artista, assieme ai curatori presenteranno la mostra.

L'ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

DIEGO SOLDÀ

LA CAVA DELLE NUVOLE BIANCHE

A cura di Luca Massimo Barbero

Da sabato 25 marzo a domenica 14 maggio 2023, Atipografia ospita la mostra LA CAVA DELLE NUVOLE BIANCHE, personale dell’artista Diego Soldà a cura di Luca Massimo Barbero.

Diego Soldà è un pittore che lavora con il rigore di uno scienziato e che studia il tempo e la gestualità nelle loro interazioni con i materiali. Il risultato della sua ricerca è una pittura che talvolta diventa tridimensionale, facendosi scultura, e che dà forma concreta all’attesa e al tempo nel suo realizzarsi nello spazio.

 

Il titolo della mostra, LA CAVA DELLE NUVOLE BIANCHE, rimanda al cuore della poetica dell’artista e allude al contempo alle stratificazioni che spesso caratterizzano i giacimenti di rocce sedimentarie e al senso di luminosa leggerezza che produce lo strato candido che in genere costituisce la finitura delle opere di Soldà.

Il percorso espositivo intende approfondire in particolare la fase più recente dell’articolato percorso creativo dell’artista veneto, presentando una selezione di lavori inediti in cui il tempo e la stratificazione agiscono per il tramite della paziente ripetizione quotidiana: il gesto pittorico della stesura di strati di colore ad acqua su una superficie o un oggetto conduce, nel corso di mesi o addirittura di anni, a dar vita a esiti di forte impatto scultoreo. Le massicce forme plastiche che ne risultano vengono poi sezionate in modo da rivelarne l’intimo cromatismo.

La mostra è accompagnata da un catalogo che racchiuderà le immagini dei lavori di Soldà assieme alle opere esposte nello spazio di Atipografia ed un dialogo tra il curatore Luca Massimo Barbero e l’artista.

La mostra è visitabile a partire da sabato 25 marzo alle ore 17.00.

L'ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

Si comunica ai gentili visitatori che gli spazi della galleria sono chiusi al pubblico per allestimento fino a Venerdì 23 febbraio 2024 compreso.

Gli uffici restano aperti con orario: lun-ven dalle ore 8.30 alle ore 13.00 e dalle ore 14.30 alle ore 18.00.


A partire da Sabato 24 febbraio 2024 in occasione dell’apertura al pubblico della mostra personale di Mirko Baricchi, Atipografia riprenderà i regolari orari di apertura della galleria (mar-sab 9.30-13.00 e 15.00-19.30) .
Sabato 24 febbraio in occasione dell'apertura al pubblico della mostra BABEL, l'artista sarà presente dalle 17.30.

GUENDALINA CERRUTI, GRACE MATTINGLY, YULIA IOSILZON

LUMINOUS TERRAIN

con un testo di Irene Sofia Comi

Da sabato 27 maggio a giovedì 27 luglio 2023, Atipografia ospita la mostra LUMINOUS TERRAIN, mostra collettiva delle giovani artiste Yulia Iosilzon (Israele, 1992), Grace Mattingly (Chicago, USA, 1991) e Guendalina Cerruti (Milano, 1992).

Le opere presentate dialogano tra loro nello spazio della galleria, attraverso alcune tematiche trattate che le artiste condividono e che affrontano ciascuna con il proprio linguaggio: immagini legate al mondo delle fiabe, il fantastico, l'incanto, l'infanzia, l'invenzione di storie e quindi la finzione.

Allo stesso momento, la mostra vuole allargare lo sguardo dell’osservatore portando la narrazione oltre l’aspetto puramente fiabesco rappresentato nelle opere, conferendo alle singole ricerche individuali delle artiste un respiro interpretativo e visionario più ampio. Il grado immaginativo presente nelle opere riesce a ricondurre il visitatore a esperienze vissute nella “realtà”?

Le installazioni di Guendalina Cerruti rappresentano monologhi interiori, microuniversi carichi di sentimento e sarcasmo, situati tra realtà, rappresentazione e immaginazione. La soggettività dell’artista e la cultura popolare si fondono, restituendo una narrazione profondamente personale, espressa attraverso un'estetica enigmatica, in cui i soggetti esprimono un malessere esistenziale e sociale, prodotto della società contemporanea legata al consumismo e a stili di vita glamour. I dipinti di Grace Mattingly sono luminosi e giocosi, popolati da figure femminili e di genere neutro che si mescolano ad animali e creature in un universo fantastico. Le opere emanano calore e intimità attraverso una palette luminosa, che attira l'attenzione, in scala naturale. L’artista riflette sui temi del genere e della sessualità, del gioco e dell'improvvisazione, della fantasia e dell'inconscio. Yulia Iosilzon si ispira alle illustrazioni per bambini, alla moda e al teatro per proporre narrazioni frammentarie in opere di grandi dimensioni. La leggibilità iniziale del suo lavoro è messa in discussione dall'uso persistente di tecniche che interrompono l'immagine, rompendo le precedenti impressioni che si hanno dell’opera nella sua pienezza visiva. L'artista, per la creazione dei suoi scenari, utilizza scene di vita quotidiana per poi ricorrere al burlesco, al grottesco, all'ironia e all'umorismo.

La mostra è accompagnata da un catalogo e da un testo curatoriale di Irene Sofia Comi.

La mostra è visitabile a partire da sabato 27 maggio alle ore 17.00.

L'ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

MATTIA BOSCO

KORAI

presso il Parco archeologico del Colosseo

Apre al pubblico da venerdì 22 settembre 2023 a domenica 14 gennaio 2024 la mostra personale di Mattia Bosco (Milano, 1976) intitolata Kόrai, nei suggestivi spazi del Tempio di Venere e Roma, nel Parco archeologico del Colosseo.

Il progetto espositivo è a cura di Daniele Fortuna ed è promosso da PArCo – Parco archeologico del Colosseo, dalla galleria d’arte Atipografia e da ArtVerona.

La mostra nasce come esito della nona edizione del progetto Level 0, format di ArtVerona 2021 che ha invitato una selezione di musei e fondazioni private a individuare ciascuno un artista presente in fiera da promuovere all’interno della loro programmazione futura. Il Parco Archeologico del Colosseo ha selezionato Mattia Bosco – rappresentato in Fiera da Atipografia. 

Il progetto espositivo Kόrai prende vita da 12 sculture in marmo concepite appositamente per gli spazi del Tempio di Venere e Roma,, il più grande edificio di culto della città eterna inaugurato nel 136 d.C., originariamente rivestito di marmi preziosi provenienti da ogni parte dell’Impero.

 

Mattia Bosco vuole reintrodurre in forme nuove i preziosi materiali marmorei in uso nell’architettura romana di età imperiale nei resti dell’antico tempio: in profonda risonanza con il genius loci, vuole suscitare la sensazione di un rimosso che riaffiora, di antichi abitanti che tornano con sembianze diverse, rivelando però dal loro modo di abitare lo spazio di essere di casa. Il marmo cipollino, il portoro, il rosso collemandina, il paonazzo, il fiordipesco e il bianco di Carrara – un tempo colonne, pavimenti intarsiati e rivestimenti parietali ritornano qui come sculture, in una continuità materiale e temporale che unisce passato, presente e futuro.

JOSH ROWELL

RHIZOMA

Da sabato 7 ottobre 2023 a sabato 20 gennaio 2024, negli spazi della galleria sarà possibile visitare la mostra RHIZOMA, prima personale in Italia dell’artista Josh Rowell (Kent, 1990) a cura di Andrea Maffioli.

Venerdì 6 ottobre 2023 Atipografia ha organizzato un Vernissage con la presenza dell’artista, dalle ore 18.30 alle ore 20.30.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

Sabato 7 ottobre 2023 la mostra sarà visitabile dalle ore 15.00 alle ore 19.30..

Rhizoma, attraverso una serie di installazioni multimediali, dipinti e disegni, approfondisce la connessione simbiotica tra regno naturale e universo digitale, evidenziando gli schemi condivisi, le sinergie e le interdipendenze fra i due mondi.

Per far emergere queste corrispondenze, la mostra prende forma dal concetto di rizoma: in botanica, il rizoma è una struttura vegetale che cresce sottoterra con un’espansione multidirezionale, dando vita a una vera e propria rete vivente fra le piante. 

Gli esseri umani navigano sempre più in un paesaggio connesso digitalmente, per cui diventa fondamentale riflettere sui parallelismi con il regno naturale. Traendo ispirazione dalle reti miceliali presenti nei boschi, che fungono da sistema essenziale di comunicazione e distribuzione dei nutrienti per piante e alberi, la mostra cerca di illuminare le affascinanti somiglianze con i meccanismi della sfera digitale.

La mostra è stata possibile grazie al supporto tecnico di Digimax e DALCNET.

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